Unsic Sede di Catania - UNREGISTERED VERSION

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Siamo una Organizzazione di tipo non commerciale, costituita sottoforma di Associazione Sindacale Autonoma.
Il Nostro scopo è quello di armonizzare gli interessi delle categorie.

I nostri Associati sono:

  • Agricoltori;

  • Artigiani:

  • Commercianti

  • Pescatori;

  • Operatori del turismo, sport e spettacolo;

  • Liberi professionisti

  • Tutti quei soggetti possessori di posizione IVA ed INPS.


Da sempre il rapporto con il Sindacato è sinonimo di fiducia, ed il Nostro obbiettivo è quello di fidelizzare l'Associato per un rapporto che duri il più a lungo possibile; per questo motivo è Nostro interesse seguire l'Associato con consigli che siano quelli giusti per lui;
Puntiamo a migliorarci continuamente, per dare l'assistenza ed i consigli giusti ad ogni singolo Associato in base alle sue esigenze.
Per Noi il servizio a "basso costo" non è sinonimo di "Associati tutti uguali".
Il Nostro obbiettivo è quello di creare rapporti duraturi nel tempo, per cui rinunciamo ad una responsabilità se pensiamo che non possiamo soddisfare al meglio l'Associato;
Siamo sempre a disposizione per dare l'assistenza necessaria; molte decisioni non sono mai perfette, ma hanno sempre dei pregi e dei difetti.
Per questo riteniamo che l'assistenza e la disponibilità sono importanti per consentire all'Associato di scegliere sempre in maniera consapevole.

                             Carlo Maccarrone


News

Lavoro a Partita IVA in azienda: le consulenze ammesse
Le consulenze in azienda dei titolari di Partita IVA sono oggi un campo minato: ecco i casi ammissibili, l'iter della verifica e i punti deboli della norma.
Partite IVA
La Riforma del mercato del lavoro (L. 28 giugno 2012, n. 92) ha introdotto nel nostro ordinamento il riconoscimento di “Altre prestazioni lavorative rese in regime di lavoro autonomo” (articolo 1, comma 26), che vanno ad aggiornare il D.Lgs 10 settembre 2003, n. 276.
In base al comma 3 del nuovo art. 69 bis sono inammissibili i contratti di consulenza tra aziende e professionisti a Partita IVA per attività che non richiedano espressamente l’iscrizione a ordini, registri, albi, ruoli ed elenchi.  L’obiettivo è evitare che dietro al lavoro autonomo si celino forme di lavoro subordinato. I rapporti già attivi, fino al 18 luglio 2013 si potranno adeguare a quanto indicato dalla Riforma.
Il comma 2 concede delle deroghe, giudicando ammissibili le prestazioni:
connotate da alte competenze teoriche acquisite attraverso percorsi formativi o capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività;
svolte da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali (art. 1, co. 3, L. 2 agosto 1990, n. 233) indicato, per l’anno 2012, in 18.662,50 euro.
In mancanza dei requisiti, secondo il comma 1 le prestazioni offerte da un titolare di Partita IVA devono essere considerate rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (tranne nel caso in cui il datore di lavoro sia in grado di dimostrare il contrario) nel caso in cui siano presenti due dei seguenti requisiti:

  • collaborazione con medesimo committente di durata complessiva superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi;

  • corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, pari a più dell’80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco di due anni solari consecutivi;

  • collaboratore con postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

Prova di non subordinazione
La norma consente al solo datore di lavoro (committente ) di dimostrare che un consulente a Partita IVA non svolge attività subordinata. Il lavoratore – unico interessato ad una eventuale trasformazione del contratto di consulenza a dipendente o co.co-pro. – non ha voce in capitolo. L’eventuale violazione resta in capo agli ispettori.
Se il datore di lavoro non riesce a dimostrare che il rapporto non è subordinato ma è in realtà una collaborazione coordinata e continuativa, è obbligato a pagare i 2/3 dei contributi della Gestione Separata INPS (il resto spetta al lavoratore). In mancanza di un progetto, la collaborazione si converte in lavoro subordinato a tempo indeterminato, con decorrenza dal momento in cui si è venuto a costituire (non dall’accertamento della illegittimità).
Soglie di reddito
Un altro punto debole della norma è che il reddito imponibile è noto solo a fine anno e soltanto al titolare, così che il datore di lavoro rischia di violare la legge senza saperlo. Tanto più che non può neppure sapere con certezza se quanto erogato sia maggiore dell’80% dei corrispettivi annui percepiti dal collaboratore nei due anni solari consecutivi.
Senza dimenticare che il reddito si riferisce all’anno civile mentre il requisito richiesto si riferisce a due anni solari, con evidente sovrapposizione e confusione di periodi.

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Incentivi imprese al via: addio finanziamenti a pioggia Si concretizza la Riforma degli incentivi alle imprese operata dal DL Sviluppo:
firmato il decreto interministeriale che dà il via ai nuovi finanziamenti agevolati e abroga 43 aiuti di Stato a fondo perduto.
Al via la riforma degli incentivi Ammonta a 600 milioni di euro il plafond liberato per stanziare bandi a favore di innovazione (Fondo per la Crescita sostenibile), internazionalizzazione e contro le crisi industriali.
Nessun contributo verrà concesso sotto forma di finanziamenti a fondo perduto, così come previsto dalla riforma degli incentivi, che diventa ora operativa.
Il decreto interministeriale – firmato dai ministri uscenti dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e dell’Economia, Vittorio Grilli – dà infatti il via alla novità introdotte dal Decreto Sviluppo per gli incentivi alle imprese.
Il riordino degli incentivi prevede inoltre l’abrogazione di 43 norme nazionali di agevolazione, così da semplificare e accelerare l’avvio dei regimi di aiuto.
Il passo successivo è la pubblicazione dei bandi di gara che definiranno le regole per i nuovi finanziamenti agevolati (questa sarà la modalità prevalente per la concessione dei contributi).
Il Fondo per la Crescita Sostenibile focalizza gli incentivi su pochi obiettivi strategici: ricerca, sviluppo e innovazione; rafforzamento struttura produttiva; internazionalizzazione imprese. Gli interventi saranno legati anche al Programma UE “Horizon 2020” per la promozione di attività di Ricerca e Sviluppo.
Ai 600 milioni di euro potranno aggiungersi successivamente ulteriori risorse provenienti dalla Cassa depositi e prestiti.

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Redditometro bocciato in tribunale: incostituzionale
Tribunale di Napoli accoglie ricorso contro l'applicazione del nuovo Redditometro: viola privacy e diritto di difesa. Il caso giudiziario, le motivazioni, i pareri di Cassazione e Agenzia Entrate.
Quando si dice un precedente: ordinanza anti Redditometro per violazione della privacy non rispetto deldiritto di difesa. Per i giudici lo strumento sarebbe addirittura fuori della legalità costituzionale e comunitaria.
Il caso è stato sollevato presso la sezione staccata del tribunale diNapoli, a Pozzuoli: a rivolgersi alla giustizia, un contribuente pensionato lamentava l’invadenza del nuovo metodo di accertamento fiscale, che di fatto consente al Fisco di conoscere dettagli della vita privata quali trattamenti medici e spese sostenute per altre persone.
Il giudice ha dato ragione al "ricorrente". Il magistrato Antonio Lepre si è espresso con una bocciatura del Redditometro su tutta la linea: non rispetta la privacy, è eccessivamente inquisitorio, rischia di ribaltare l’onere della prova dovrebbe spettare all’accusa, non alla difesa), si basa troppo suelementi statistici non su dati di fatto.

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Sconti INPS per assunzione disoccupati anche per aziende che licenziano
Le agevolazioni contributive INPS per le assunzioni di disoccupati di lunga durata spettano a tutte le aziende, ma al netto dei licenziati nel semestre precedente e con criteri meno rigidi introdotti dalla Riforma del Lavoro Fornero.


Sgravi contributivi per assunzione disoccupati

Se un’azienda assume nuovi dipendenti ma ne ha licenziati altri nei sei mesi precedenti, può comunque chiedere lo sgravio contributivo, ma soltanto per quelli che – fra i nuovi assunti - eccedono il numero dei licenziati: il chiarimento arriva dall’INPSmessaggio 19818/2012), e riguarda l’applicazione degli sconti peraziende che assumono disoccupatidi lunga durata.

Assunzione disoccupati: sconti più facili
I chiarimenti si riferiscono alla 407/1990 8 comma 9: in caso di assunzione a tempo indeterminato di disoccupati da almeno 24 mesi, l’azienda ha diritto a uno sconto del 50% contributi previdenziali e assistenziali per 36 mesi.
C’è comunque unpaletto:’azienda non deve aver effettuato le nuove assunzioni in sostituzione di lavoratori licenziatinei sei mesi precedenti.
LaRiforma del Lavoro Fornero semplificato l’applicazione dei benefici contributivi per l’assunzione di disoccupati di lunga durata: l’attuale formulazione restringe il requisito della non sostituzione ai «licenziati per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale o sospesi». Lo spiega una circolare INPS del dicembre 2012.
Prima, invece, il requisito si applicava «per qualsiasi causa licenziati o sospesi», compresi i licenziamenti per giusta causa o rescissione del contratto per mancato superamento del periodo di prova.

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Esodati: passa il decreto
Approvata la nuova proposta di legge sugli esodati per i lavoratori penalizzati dalla riforma delle pensioni: passa in discussione in Aula, mentre viene firmato anche il decreto

Riforma delle Pensioni: approvata proposta di modifica per la tutela degli esodati

Passa in Commissione Lavoro alla Camera la proposta dl decreto esodati legge n. 5103) – votata all’unanimità – attesa da migliaia di lavoratori senza stipendio né pensione a causa dellariforma delle pensioni, rimasti fuori dalla salvaguardia offerta a circa 120mila di essi (65mila prima e altri 55mila poi, ancor in attesa di decreto attuativo).
Nuovo Ddl Esodati
Laproposta di legge n. 5103«ha come obiettivo quello di correggere gli errori di una riforma che non ha previsto alcuna gradualità nell’innalzamento dell’età pensionistica», ha riferito il capogruppo del Pd e primo firmatario,Cesare Damiano. Si tratta della proposta di legge unificata Pd-Lega-IdV che mira ad estendere la platea degli esodati rendendo meno rigidi i requisiti per l’accesso alla pensione:
Decreto esodati in scadenza
Una buona notizia, che fa il paio con quella per i55mila esodati, salvati dalla riforma delle pensioni con il decretoSpending Review 135/2012 di conversione del Dl 95/2012) e fino ad oggi ancora in attesa del decreto attuativo. La firma è arrivata in extremis, il penultimo giorno rispetto alla scadenza:
Lo stesso Damiano aveva sollecitato il Ministero del Lavoro a fornire rapidamente notizia circa il punto della situazione.
La scadenza per la definizione del provvedimento attuativo era infatti fissata a 60 giorni di distanza dall’entrata in vigore della Spending Review (7 agosto 2012, quindi al6 ottobre 2012).
Esodati 2010
Il capogruppo del Pd ha invece commentato positivamente anche la «proroga per il 2012 della mobilità supera il limite dei 10mila lavoratori previsti dalla legge Sacconi».
Il riferimento è al decreto firmato nei giorni scorsi che garantisce sostegno al reddito e pensione con levecchie regole per gli esodati 2010 quei lavoratori in mobilità penalizzati dalla finestra mobile della manovra finanziaria 2010 e non compresi fra i 10mila salvaguardati).


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